Benvenuta a bordo! di Jean-Pierre Martinez

Benvenuti a bordo! è una commedia teatrale di Jean-Pierre Martinez per 8 a 10 attori e attrici.
Se la vecchiaia è un naufragio, la vita può essere paragonata a una crociera sul Titanic. C’è chi si gode il sole su una sdraio in coperta e chi rema nelle stive. Ma alla fine tutti finiranno per diventare cibo per i pesci. Quindi, nell’attesa dell’inevitabile incontro con un iceberg, chi può permetterselo faccia almeno tintinnare i cubetti di ghiaccio nel bicchiere, al suono dell’orchestra.
Una commedia fortemente venata di umorismo nero. La prima sitcom metafisica ambientata in una residenza sanitaria assistenziale.
Titolo originale in francese: Bienvenue à bord !
Traduzione dell’autore
La distribuzione è molto flessibile, da 8 a 10 attori e attrici.
Testo pubblicato online il 13 febbraio 2012
Prima rappresentazione: Beaucourt, Foyer Georges Brassens, 23 marzo 2013
Traduzione disponibile in inglese: Welcome aboard ! (Anne-Christine Gasc)
Traduzione disponibile in spagnolo : Bienvenidos a bordo (Jean-Pierre Martinez)
Traduzione disponibile in portoghese : Bem-vindos a bordo! (Jean-Pierre Martinez)
Fin qui, tutto bene: vivere fino in fondo nonostante la certezza del naufragio
Riprendendo dalla sitcom l’ambientazione unica, i personaggi ricorrenti e la struttura a episodi, la commedia trasforma la casa di riposo in una piccola società governata dall’attesa. L’intreccio criminale e la promessa di una crociera sconvolgono le abitudini senza modificare la destinazione comune: rivelano soprattutto l’energia con cui gli ospiti continuano a desiderare, a competere e a difendere il proprio posto. La galleria dei residenti diventa così un personaggio collettivo, irriducibile all’immagine passiva della vecchiaia.
L’umorismo nero non prende di mira la vecchiaia, ma il linguaggio gestionale che riduce le esistenze a posti letto, costi e classifiche. Il parallelismo tra le liste d’attesa degli asili nido e quelle delle case di riposo delinea una società che amministra gli individui dal loro arrivo fino alla loro partenza. La metafora della nave ricorda che tutti sono destinati allo stesso naufragio, ma non viaggiano nelle stesse condizioni. Gli ospiti non sperano di evitarlo: continuando a ridere, a desiderare e a complottare, rivendicano il diritto di vivere fino in fondo, invece di acconsentire a morire in anticipo.
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