Il re dei coglioni di Jean-Pierre Martinez

Il re dei coglioni è una commedia teatrale di Jean-Pierre Martinez per 6 personaggi.
Alla vigilia delle elezioni presidenziali, un partito in caduta libera nei sondaggi sceglie come candidato un coglione di turno, perché si assuma la responsabilità del naufragio. Nel frattempo promuove in segreto una candidata esterna al partito, alla quale intende poi accodarsi dopo la vittoria.
Ma il coglione si rivela imprevedibile… e gli elettori pure.
Traduzione dell’autore
Titolo originale in francese: Piège à cons
Cast : 6 personaggi (5U/1D, 4U/2D, 3U/3D, 2U/4D, 1U/5D)
Traduzione in inglese dell’autore : King of Fools
Traduzione spagnola dell’autore : El Rey de los Idiotas
Traduzione portoghese dell’autore: O Rei dos Idiotas
Traduzione in ceco de Jaromír Janeček: Past na blby
Testo pubblicato online nell’aprile del 2017
Prima rappresentazione: Gellainville, Sala polivalente, il 6 aprile 2018
Fabbricare l’uomo della provvidenza: la democrazia nell’era della società dello spettacolo
Scegliendo un candidato destinato a perdere, i partiti credono di poter separare l’apparenza democratica dall’esercizio reale del potere. Ma, una volta esposti allo sguardo del pubblico, i segni sfuggono a chi li ha prodotti: l’incompetenza diventa autenticità, la goffaggine indipendenza e l’assenza di un programma libertà di parola. Il candidato, dunque, non emerge contro il sistema: è una creatura del sistema diventata incontrollabile. La pièce mostra così come il discredito della politica professionale possa favorire non tanto una vera alternativa quanto la fabbricazione di un nuovo uomo della provvidenza.
Il quartier generale della campagna elettorale appare come il retroscena di uno spettacolo di cui gli elettori finiscono per riscrivere il copione. I partiti recitano la parte dei produttori, i candidati diventano attori e i programmi semplici accessori sottoposti alle esigenze della rappresentazione. Ma il candidato finisce presto per immedesimarsi nel ruolo che gli è stato affidato: i suoi cambi di costume traducono la sua progressiva metamorfosi e il fascino che l’autorità esercita su di lui. Conducendolo dal suffragio popolare fino all’incoronazione monarchica, la farsa rivela quanto il rifiuto delle élite possa paradossalmente alimentare il desiderio di un potere assoluto.




