Una vocazione ostacolata

Una vocazione ostacola

Ariel, una giovane studentessa, ha un appuntamento con il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Vienna, chiamato a pronunciarsi sulla sua candidatura. Più di un secolo prima, il direttore dell’epoca, Christian Griepenkerl, respingeva la candidatura di un certo Adolf Hitler. Una vocazione ostacolata avrebbe indirettamente prodotto le disastrose conseguenze che conosciamo.Una decisione apparentemente insignificante, nel modificare un destino individuale, può cambiare il corso della Storia? Non lo sapremo mai… a meno di poter tornare indietro nel tempo per sperimentare le conseguenze di una scelta diversa.

Questa tragicommedia affronta con umorismo le domande fondamentali che da sempre tormentano l’umanità.

Titolo originale in francese: Une vocation contrariée
Traduzione dell’autore

Distribuzione: 1 uomo e 1 donna

Pièce pubblicata online nel marzo 2025

 

Traduzioni disponibili:

Riassunto completo

Ariel, una giovane studentessa d’arte, si presenta a un colloquio per entrare all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Ma uno strano fenomeno temporale la proietta nel 1907, l’anno in cui a un altro candidato, un certo Adolf Hitler, fu rifiutata l’ammissione a questa prestigiosa istituzione. Un rifiuto apparentemente insignificante che, tuttavia, avrebbe finito per influenzare il destino del mondo intero.

Attraverso una serie di realtà alternative, Ariel si trova ad affrontare scelte vertiginose: è possibile cambiare il corso della Storia modificando una semplice decisione individuale? Quali sono le conseguenze imprevedibili delle nostre azioni? Oscillando tra incubo e assurdità, la pièce esplora l’effetto farfalla su scala storica e mette in discussione la nozione stessa di destino.

Ma proprio quando crede di aver compreso le regole del gioco, Ariel scopre con sgomento un’ultima realtà in cui sembra aver preso lei stessa il posto di un despota… fino al punto in cui la Storia potrebbe ripetersi, sotto un’altra forma.


Analisi

Una vocazione ostacolata è una tragicommedia ucronica che gioca abilmente con il concetto di viaggio nel tempo e con le conseguenze delle scelte umane. La pièce ruota attorno a una domanda vertiginosa: e se uno dei peggiori tiranni della Storia avesse seguito un’altra strada? Jean-Pierre Martinez costruisce qui una fresque satirica che si muove tra umorismo assurdo e riflessione filosofica, basandosi su una meccanica drammaturgica vicina al teatro dell’assurdo e al racconto d’anticipazione.

Il personaggio di Ariel è al tempo stesso lucido e sopraffatto dalla situazione. Il suo viaggio la porta a scontrarsi con i paradossi del determinismo e del libero arbitrio. Il dialogo con il direttore dell’Accademia diventa così una vera e propria giostra intellettuale, in cui si confrontano visioni del mondo opposte: la razionalità accademica contro la speculazione sul futuro, l’arbitrarietà burocratica contro la responsabilità morale.

L’autore si diverte inoltre a giocare con i riferimenti storici e culturali: il rifiuto di Hitler all’Accademia di Belle Arti è un fatto storicamente accertato, ma il suo sfruttamento drammaturgico apre qui prospettive vertiginose. La pièce interroga l’imprevedibilità del destino e la fragilità delle biforcazioni storiche, ricordandoci che i grandi eventi della nostra Storia sono talvolta dipesi da circostanze minime: una decisione amministrativa, un caso, un fallimento scolastico…

Infine, il finale cinico e graffiante spinge ancora oltre la riflessione sul potere e sul determinismo: la Storia non farebbe forse altro che ripetersi sotto forme diverse? Mettendo in scena un rovesciamento in cui Ariel stessa sembra diventare un ingranaggio di un futuro distopico, Martinez ci conduce a una conclusione inquietante e ironica: ambizione, frustrazione e potere sono costanti umane, che non dipendono da un solo individuo, ma da un contesto favorevole alla loro emersione.


Parole chiave

Viaggio nel tempo, ucronia, libero arbitrio, destino, Storia, paradosso, effetto farfalla, dittatura, arte, assurdità, satira, commedia nera


Generi teatrali

Tragicommedia
Teatro dell’assurdo
Ucronia
Commedia filosofica
Satira sociale

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